In un mondo perfetto
sarebbero tutti come gatti alle due del pomeriggio.

In un mondo perfetto
sarebbero tutti come gatti alle due del pomeriggio.

La Festa della patata di Smarano non ci ha delusi: ottimi tortiei con salumi e formaggi e verdure varie (sono la variante tuberacea della piadina e del gnocco fritto), squisite le torte fatte in casa dalle signore e ben gradita la birra a 1,50 euro...
La manifestazione AgriCulture a Coredo è stata altrettanto piacevole: una specie di "caccia francescana" (o caccia al tesoro senza premio finale) nel corso della quale si scopriva un alimento tipico per ogni tappa. Abbiamo visto e assaggiato la mortandela, la mela Golden delicious, il marzemino con i biscotti alla farina gialla di Storo, i frutti di bosco, la trota, il trentingrana e il casolèt, l'orzo freddo con le verdure, lo spumante. In replica il 31 luglio a Fiera di Primiero e, in agosto, in altre quattro ridenti località...
Ahn, nella performance teatral-agro-culinaria dedicata alle verdure trentine, ha zappato con noi Claudia Andreatti, miss Italia 2006!
Sarà la lettura della Donna R. Gabaccia che mi fa pensierosa (o saranno i peperoni e la parmigiana della Perina di ieri sera?), ma mi son chiesta: "Pecché nessuno mi lascia mai un commento?".
Mi son risposta che forse non scrivo nulla di interessante...
Nuova conseguente domanda: "Ma allora pecché mi si visita? Avrò della buona
musica???".
Mah.
Comunque, per smentire, do un'informazione di servizio: anche se non l'ho trovato su Internet, oggi e domani a Smarano (Val di Non) c'è la Festa della patata: cibi in piazza - a partire oggi dalle 19 e domani dalle 18,30 - e ballo lissio.
Venghino, siori, venghino!
In mezzo a tutti i libri di studio che sto leggendo (anche interessanti, per carità, ma...) sono riuscita a infilare un libro "altro", evviva! Dunque ecco a voi il numero 22 della lista, smilza per quest'anno:
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22- Strade blu, William Least Heat-Moon
Sarà... però mi chiedo se a tutti l'orologio al polso bruci. Parecchio.
Sarò mica allergica al cuoio??? Accidenti, sto eliminando tutte le (piccole) gioie della vita: frutta secca, frutti rossi -che poi mi farebbero bene agli occhi- e (porcacacca) vino rosso. Non voglio togliere altro!!!
Uffa, sono giorni di studio matto e disperatissimo e di noia... neanche mi viene niente da scrivere. Ma un breve brano del Baldo Aquilano merita di essere citato, della serie: "L'orda. Quando gli Albanesi eravamo noi":
Nella prima lezione di geografia di miss G. M. Battie, pubblicata nel 1916 a Denver, nel Colorado (volume largamente adottato nelle scuole americane) si legge: "Gli Italiani hanno pelle oscura ed occhi neri (ci fanno a momenti passar per negri!). Le classi elevate sono piuttosto intelligenti ma il popolo è ignorante e non vive d'altro che di elemosina".
Nella storia e geografia (anche per uso scolastico) scritta da un certo Hendrick Villen Von Loon pubblicata in Filadelfia nel 1922, si legge: "I greci ebbero i loro rivali. Noi chiamiamo romani questi rivali. Ora voi li vedete ogni giorno. Essi non conquistano più il mondo come i loro antenati ma sono sporchi e lavorano sulle ferrovie o vendono le banana e le nocciuole."
Una professoressa della "Western Review" dette ai suoi scolari l'anno scorso il seguente tema: "Enumerate le ragioni dell'inferiorità degli Italiani agli Americani."
Un ufficiale della città di Cleveland, invitato a parlare in una chiesa disse: "I violatori della legge della proibizione (delle bevande alcooliche) sono per la maggior parte italiani. Io caricherei questa gente su vapori e li affonderei in alto mare."
E di esempi simili se ne potrebbero citare a centinaia!
PS: L'ultima affermazione dell'ufficiale di Cleveland non ha un che di familiare? Io giurerei di averla sentita negli ultimi tempi...
Altro che gli Italo-americani nella Grande guerra e il sentimento della Patria e palle varie, l'articolo che dovrei scrivere sarebbe questo: Il problema della droga tra gli Italo-newyorkesi a metà degli anni Dieci. Leggendo il mio giornale degli emigrati, infatti, non ho fatto che imbattermi in gente arrestata per spaccio o consumo di eroina e cocaina!
La gita è finita. E' vero: le sessioni sono interminabili, ascoltare chi parla di monete antiche o di pergamene medievali o di cerusici veneziani o di comunità bengalesi nella provincia veneziana non dà molta gioia & sollazzo, ma il clima è mite (quest'anno, il sole!) e il cibo buono, abbondante ed economico. Adesso tocca alla "missione". Dieci giorni di Romaladrona (per i prezzi) a undici ore quotidiane di biblioteca in un nuovo bed&breakfast di cui spero il meglio. Ma prima di fare nuovamente la borsa, cambiando la lunghezza delle calze e delle maniche delle magliette, c'è da scrivere una relazione sulla tesi. Per il comitato scientifico... mah.
Puff. E le chiamano vacanze.
Bene, si riparte. Breve - ma intenso - seminario estivo ad Alba di Canazei. Funziona così: alcuni professori (pochi) e tutti noi dottorandi di storia & antropologia migriamo in montagna, dove veniamo chiusi in un'aula della sede estiva dell'Università a parlareparlareparlare. Ne usciamo alla sera, giusto in tempo per andare a mangiare, bere e dormire. Il giorno successivo, si ricomincia. Mondiali, Olimpiadi, catastrofi naturali vengono bellamente ignorate: siamo seri.
Comunque pioverà, pioverà e pioverà, come al solito...
A sabato
A coprirti. E' a questo che servono gli amici. Sono coperte. Coperte termiche d'inverno. Fresche lenzuola d'estate. Senza gli amici sei nudo: nasci nudo. E chi ti vuol bene comincia a coprirti. Ti copre per tutta la vita. E quando sei morto continua a coprire di fiori il tuo cappotto di legno.
(Andrea G. Pinketts, Il conto dell'ultima cena)

Il best-seller che tutti stanno aspettando è quasi in lavorazione: l'indice (provvisorio) è pronto e venerdì lo dovrò presentare al seminario dei dottorandi. Piacerà? non piacerà? ...tanto il mio professore sarà assente e non scriverà una riga di commento sul mio lavoro... Poi un'altra gita - culturale - a Roma e, infine, dal 17 luglio si inizierà a riordinare le carte ("sudate carte", in tutti i sensi) e a scribere l'opera.
Chi ne vuol sapere di più sui rimpatriati italo-americani per la Grande guerra, si tenga in contatto.
Ah ah ah.
Al 21 metterò i Ricordi di un vicolo cieco, della Yoshimoto.
L'ho iniziato ieri sera, appena tornata, mentre inventavo il gelato al gusto stracciatella (che si fa così: si prende una vaschetta di gelato alla panna, si mescolamescolamescola con un cucchiaione e poi ci si buttano dentro le gocce di cioccolata avanzate dall'ultima volta che si sono cucinati i biscotti), ma è inutile, malgrado ci riprovi periodicamente: mi aveva entusiasmato con Kitchen, ma la Banana non mi piace più molto...
20- Vita di Galileo, Bertolt Brecht
19- L'erba nocca, Giani Stuparich
18- Sotto il culo della rana. In fondo a una miniera di carbone, Tibor Fischer
17- La luna è tramontata, John Steinbeck
16- Alzate l'architrave carpentieri E Seymour. Introduzione, Jerome D. Salinger
15- Il nazista & il barbiere, Edgar Hilsenrath
14- Vita, Melania Mazzucco
13- La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, Audrey Niffenegger
12- Le correzioni, Jonathan Franzen
11- In difesa dei pigri, Robert L. Stevenson
10- La vita e il tempo di Michael K., John M. Coetzee
09- Io e Kamo, Daniel Pennac
08- Conoscerete la nostra velocità, Dave Eggers
07- L'eleganza del riccio, Muriel Burbery
06- Nove racconti, Jerome D. Salinger
05- Flatlandia. Racconto a più dimensioni, Edwin A. Abbott
04- Gli scomparsi, Daniel Mendelsohn
03- L'albero, Shel Silverstein
02- Tutta un'altra storia, Michael Powell
01- La figlia perfetta, Anne Tyler
Roma m'ha devastata... una settimana a undici ore al giorno di Biblioteca, a leggere e copiare, mi hanno lasciato un dito pollice insensibile (archiviata momentaneamente la penna, quasi non posso neanche digitare al telefono) e un callo (una vescica più che altro) da scrittore al medio che non vedevo dai tempi delle medie, almeno. Ma ho consumato una biro e riempito un intero quaderno di appunti, quindi vatuttobene!
A proposito di turismo gastronomico, invece, la signora coreana conserva il suo posto in vetta alla classifica - questa volta: polpo in salsa piccante e riso fritto con kimchi (D: Cos'è il kimchi? R: Tu hai già preso coreano? sai quando porta tante coppette con tutte cose? una è kimchi: molto tipico coreano) servito con uovo e carne -, ma la nuova africana la tampina da vicino - squisito lo spriss rosso seguito da caffè allo zenzero -. Lotta dura senza paura...
Buon appetito.KOREA HOUSE
PS: Dopo la cena coreana ho preso la mia prima pallina di gelato al cioccolato!
Via dei Mille, 18
tel. 06491941 - 3486929188
chiuso il martedì
AFRICA
Via Gaeta, 26-28
tel. 064941077
chiuso il lunedì
Disfatta la borsa e fatto lo zainetto, vado una settimana nella Capitale, in Biblioteca, a leggermi il giornale. Che detto così fa anche ridere! vado a scorrere - mooolto lentamente, perché devo leggere tutto e copiare molto, a mano - il microfilm del mio quotidiano italo-nordamericano: studio duro per recuperare l'anno di scuola senza ricerca... in vista del seminario estivo, quando dovrò presentare L'indice (peraltro già pronto da venerdì, eh eh).
Una settimana senza alcun comfort che mi costerà lo stipendio di un mese. Porc'
A sabato prossimo, ciao ciao
Ebbene sì, ecco il culmine del "va tutto male" (due giornate orribili, abbastanza)... Stavo abbandonando Casa Perina e caricando le borse nel bagagliaio della macchina, dopo aver fatto le pulizie, e l'ho fatto. Insieme alle armi&bagagli ho buttato dentro anche le chiavi.
Ed eccomi sola al sole, su un marciapiedi a 15 kilometri da casa... e la mia mamma è in montagna, la mia sorella a un matrimonio e il mio fratello a Venezia. Porcacacca. AIUTOOOOOOO!
Come si può intuire, però, mi è rimasta in mano la borsa del computer, ah ah ah... (amara risata)
Ho trovato di cosa ho bisogno: un letto grande per dormire tanto, un tavolo grande per sparpagliare le carte, una libreria grande per i libri, un piccolo spicchio di giardino al sole per scaldarmi gli ossi mentre studio...
Evviva La Perina (l'ho già detto???)
Be', sì, lo ammetto - tanto non è un segreto -, non mi piace fare la spesa: se devo proprio, mi preparo LA lista e mi aggiro con aria sperduta tra gli scaffali con l'espressione da bimbo sperduto o da marito spedito dalla coniuge...
Oggi, avendo sul mio scaffale del frigorifero un paio di cetrioli e su quello della Perina un barattolo di lardo ammuffito, mezza cipolla e del Malox, "dovevo proprio", per cui mi sono resa presentabile (sono pur sempre in ritiro da studio) e ho diretto il mio potente mezzo meccanico verso l'Orvea store di San Pietro in Cariano, sulla Statale del Brennero (l'Orvea richiama alla mente dei piccoli Pier ricordi d'infanzia e di vacanze a San Zeno di Montagna, con soste-spesa all'Orvea - appunto - di Affi tese a riempire all'inverosimile la nostra 126 azzurro turchese di ogni bendiddio).
Una cattedrale nel deserto.
Non tanto per la mancanza di altre strutture nei dintorni - mioddio, noooo! -, siamo pur sempre nel Veneto negrarizzato (da Negrar=costruito a capannoni, distruggendo la campagna), quanto per la totale mancanza di clienti. Una scena da Apocalisse, o Io sono leggenda: alle cinque del pomeriggio il supermercato in questione era abitato da me, una cassiera e un macellaio. Complice forse la giornata di sole, o la presenza di altri supermercati e discount nei pressi ("Aaaah, Verona, terra di supermercati e benzinai", come diceva mio zio arrivando da Milano, sempre stupendosi dell'altissima concentrazione di tale tipo di servizi...), ma mi han detto che è sempre così... Cui prodest???
Almeno ho fatto la spesa in santapace, girovagando con aria interessata e scrutando attentamente le etichette di ogni prodotto!
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Per chi frequenta questo blog senza far parte della famiglia, ecco la ricetta della "torta al cioccolato", immancabile elemento (praticamente un'invitata) ai compleanni di tutti i piccoli Pier... la richiedevo pure io, che non amavo il cioccolato, per niente!
Bisognava farla domani con le discepoline, ma - essendoci più vita che tempo - la scuola di cucina è saltata.
Il mondo, però, la deve conoscere.200 gr di cioccolato fondente
200 gr di zucchero
4 uova
130 gr di burro
2 cucchiai di fecola
1 bustina di vanillina
Battere i tuorli con lo zucchero fino a formare una crema fine. Sciogliere la cioccolata e il burro a bagnomaria. Versare nella crema lentamente, mescolando. Aggiungere la vanillina, la fecola e gli albumi montati a neve.
Imburrare una teglia a fibbia e cospargerla di pane grattato. Versare il composto e mettere in forno caldissimo. Abbassare subito a 180° e lasciare circa 3/4 d'ora (si forma una crosticina sopra ma dentro resta un po' cruda... squisita, non lasciatevi spaventare!).
Viva la mia (quasi praticamente) sorella Perina, che mi ha chiesto di andare con lei a New York e, avendo io dovuto rifiutare, si è offerta di gironzolare per la Grande Mela (lei, dottore in medicina, ignara della Storia) chiedendo dei miei immigrati... e mi ha pure dato le sue chiavi di casa per potermi liberamente insediare una settimana nel suo focolare domestico :-)
Letto ieri, di straforo, mentre il relatore parlavaparlavaparlava
Oggi, solamente otto ore di scuola tra scrutini, compilazione registri, copiatura degli ultimi giudizi sparpagliati tra le agende e i foglietti, ecc ecc.
Ma è praticamente finita! quest'anno, niente esami, uha uha uha uha... E me ne vado a correre per prepararmi al domani (un intenso pomeriggio di ricevimento di madrescontenta + seminario universitario), tripudio e gaudio! Inaugurerò il mio nuovo Garmin (un anno e zero kilometri) e i miei nuovi pantaloncini da vera donnaincorsa.
PS: vedremo quanto durano le discepoline al seguito, experimentum...
Visto l'entusiasmo della parte maschile della classe per Io sono leggenda (di cui io ho apprezzato maggiormente la versione cartacea, devo dire), ho deciso di assegnare ai ragazzi di seconda media questo esercizio estivo: leggere un libro e farne la recensione, poi guardarne la trasposizione cinematografica (che loro chiamano volgarmente film... eh eh) e anche di quella fare la recensione. Alla fine, confrontare le due opere.
Io ho già preparato due liste: la lista A, dei belli dentro (od "opere letterarie"), e la lista B, dei belli fuori (ovvero "troppo giovane per essere un'opera letteraria", o "non degno di essere considerato un'opera letteraria ma ben scritto").
Qualcuno ha qualche idea brillante?
Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono il referendum popolare per decidere, dopo 85 anni di Regno, tra repubblica e monarchia. Il voto fu, per la prima volta in Italia, a suffragio universale e l'affluenza fu del 89,1% degli aventi diritto (non fu possibile votare per coloro che prima della chiusura delle liste elettorali - aprile 1945 - si trovavano ancora fuori del territorio nazionale nei campi di prigionia o di internamento all'estero, o comunque non sul territorio nazionale). Il 54,3% degli elettori scelse la repubblica, con un margine di appena 2 milioni di voti, decretando la fine della monarchia e l’esilio dei Savoia. Venne eletta anche un’Assemblea Costituente, con il compito di eleggere il capo provvisorio dello Stato e scrivere la nuova carta costituzionale. Nel frattempo riprese la normale dialettica tra le forze politiche, vecchie e nuove, con la contrapposizione - in linea con quanto stava accadendo a livello internazionale - tra i partiti di sinistra e quelli cattolici e liberali: fu la prima occasione, dopo il voto per le amministrative, che le forze politiche post-fasciste ebbero di "contare" il proprio seguito tra gli elettori.
parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Nel pomeriggio, i giardini del palazzo del Quirinale - sede della Presidenza della Repubblica Italiana - sono aperti al pubblico e si assiste a esecuzioni musicali da parte dei complessi bandistici dell'Esercito Italiano, della Marina Militare Italiana, dell'Aeronautica Militare Italiana, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato.
Cada uno da lo que recibe
y luego recibe lo que da,
nada es más simple,
no hay otra norma:
nada se pierde,
todo se transforma.
(Jorge Drexler)
I doppisensi, ovviamente, si sprecano - eh eh -, pur essendo femmina...
Come tacere, però, che il 2008 sia l'anno internazionale della patata?
Umile e povero quanto si voglia, ma l'alimento mio preferito, insieme alla pizza!

Articolo di Manila Alfano (il Giornale, 6 marzo 2008) ripescato casualmente ieri sera e da me stessa rimaneggiato:
Letti, armadi e mobili da salotto evocano luoghi norvegesi, tavole e sedie citano la Finlandia, i cuscini parlano di fiori, piante e pietre preziose. In bagno trovate solo laghi scandinavi, fiumi e baie. Ma se si va nella polvere, sui tappeti, zerbini e tutto ciò che è calpestabile, non vi potete sbagliare: ci sono solo nomi di città danesi. Un caso? Mica tanto. Mister Ikea è convinto che ci sia del marcio in
Danimarca. E così quando si tratta di dare un nome agli oggetti più «bassi» pensa sempre e soltanto alle città danesi: per la tavoletta del water tira fuori dalla cartina geografica Öresund, lo stretto di mare che divide la Danimarca dalla Svezia; la città di Nivå, invece, diventa un rivestimento per pavimenti... guarda caso il più economico.
Kamprad non è che l’ultimo atto di una battaglia che si combatte tra i due Paesi da oltre 500 anni. A Copenaghen, intanto, si sta già pensando alla controffensiva: qualcuno ha suggerito al produttore di birra danese Carlsberg di chiamare le sue birre analcoliche con nomi di località svedesi. Bassa gradazione.Io non sopporto il Billy di mia sorella (cioè non concepisco che una comunissima libreria neanche troppo caruccia venga chiamata per nome e coccolata come una quasi-persona), a me mi piacciono: la cassapanca della nonna, la credenza da campagna, quelle cose vecchio-legnose da falegname con il profumobuono e il nomecomune che si trova anche nel dizionario illustrato delle elementari...
Non potevo perciò esimermi dal citare questa perla di Sw4n.
Catalogo IKEA, pag. 32 01) ringum: tappeto
Quando al piccolo bambino di casa Svensson dicono di correre in camera, a prendere il cavallino kluppe che si trova dentro vaxtorp, nel quarto scaffale di arup, dietro a ilen ma sopra mammut, nascosto tra due strati di granat e dunvik, lui entra nella stanza inciampando sul knoppe e rovesciando raljans, e grida a squarciagola: “Mamma non lo trovo!”. E lei, seduta su una morbida oland di fianco ad uno splendido dracaena lucky bamboo, risponde “Prova dietro knoppe!”.
02) mammut: tavolo per bambini
03) knop: lampada da tavolo
04) dunvik: cuscino
05) granat: cuscino
06) knoppe: poggiapiedi
07) arup: cassettiera a 6 cassetti
08) vaxtorp: scatola con coperchio
09) raljans: tazza e piattino
10) dracaena lucky bamboo: pianta
11) ilen: mobile tv
12) oland: poltroncina
--> Il tutto rigorosamente verde tendente pisello.
Casi di abusi e sfruttamento sessuale di minori, anche di sei anni, da parte della forze Onu di peacekeeping e operatori umanitari, continuano a verificarsi in paesi in emergenza e sono sottostimati e poco documentati anche a causa della paura delle vittime di parlarne e denunciarli. E’ quanto emerge dal nuovo Rapporto di Save the Children “Nessuno a cui dirlo”: una ricerca qualitativa frutto di interviste, gruppi di discussione e incontri che hanno coinvolto bambini, bambine, operatori umanitari, personale delle missioni Onu di peacekeeping, addetti alla sicurezza, in nazioni in situazioni di emergenza o post conflitto (sono 341 le persone – tra cui 250 bambine e bambini - coinvolte in 38 gruppi di lavoro o intervistate; 30 gli operatori umanitari o impiegati in missioni di peacekeeping che hanno partecipato agli incontri; Sud Sudan, Costa D’Avorio e Haiti, in particolare quelle aree in cui erano già stati rilevati episodi di abusi e sfruttamento, i Paesi interessati dalla ricerca).
Leggete il seguito sul sito di Save the Children.
mercatino - ristorazione - bar enoteca - conferenza - laboratori - esposizioni - concerti gratuitiDa una delle ultime cene dello scorso anno scolastico, noi professoresse ci divertiamo a parlare in una specie di spagnolo-veneto (forse è iniziata quando qualcuno propose di scambiarci le materie di insegnamento per un giorno, mah... comunque sia andata, al primo orale di spagnolo degli scorsi esami, sentendo che l'esaminando parlava come facevamo noi per finta, siamo scoppiate maleducatamente a ridere). Probabilmente gran parte del divertimento sta nel fatto che abbiamo nel Consiglio docenti un vero "spagnolo-parlante", e così lo prendiamo amabilmente in giro, il vecchio marpione...
Sabato sera, comunque, c'era una delle squisite cene mensili tra professori (attuali ed ex). Seduti a tavola, viene servita un'insalata vagamente esotica, con mele, noci e quartirolo. L'oste di turno avvisa una delle ospiti che - sapendo della sua intolleranza ai latticini - le ha preparato una monoporzione formaggio-free. A questo punto interviene la (ex) prof di inglese e spagnolo: "No te gusta el queso?". Io e l'intollerante ci guardiamo, scoppiamo a ridere e lei replica: "No, no, me gusta il casso!".
Ovviamente è diventato il leit-motiv della serata (e probabilmente ne rideremo per mesi e mesi e mesi)!
E, a ti, te gusta el chesso????
PS: postumi della serata goliardica: dolorini da homangiatohobevutotroppo e una vera tosse cavernosa & altri veri sintomi da "aria di fessura porta alla sepoltura". Mannaggia a chi tiene le finestre aperte!
Bibliografia non esaustiva, ovviamente, solo qualcosa di storiografico e qualcosa di narrativo sulla I guerra mondiale che mi è piaciuto leggere...
Vorrei fare come il mio professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea, che all'inizio del corso distribuiva un elenco di libri "da leggere assolutamente" e avvertiva gli studenti: "Quelli segnati sono i più belli!". Ed erano tutti segnati.
Il 24 maggio 1915, dopo aspri scontri tra “neutralisti” e “interventisti”, il Regno d’Italia dichiarò infine guerra all’Impero austro‐ungarico degli Asburgo (disconoscendo in tal modo la Triplice Alleanza firmata nel 1882). La divisione all’interno del Paese per la decisione dell’entrata in guerra – che rispecchiava ovviamente anche una divisione politica – e l’ostilità tra le due correnti si mantennero anche negli anni seguenti e portarono a conseguenze talvolta assurde: i clericali, per esempio, furono costantemente associati ai socialisti nelle furibonde polemiche della stampa e dei gruppi politici interventisti e considerati dalle autorità politiche e militari come dei nemici potenziali e sottoposti a varie misure di vigilanza.
L’Altipiano dei Sette Comuni e tutta la zona di Luserna e Lavarone divennero così zona di guerra; i Cimbri veneti si ritrovarono sul fronte italiano e i Cimbri trentini su quello austriaco:
[...] Nel complesso, le perdite italiane negli anni di guerra ammontarono – al 1918 – a 571.000 soldati morti (di cui 402.000 in combattimento e 169.000 di malattia), 451.645 invalidi e oltre mezzo milione di feriti; considerando però anche i morti in conseguenza della guerra, i dati ufficiali al 1925 valutarono il numero complessivo dei soldati morti in 652.000 (dei quali circa 100.000 soldati prigionieri morti in paese nemico o non più rientrati in Italia).
Stasera, giornata di "stanchezza infinita" (riposino total-pomeridiano) ma anche di lavoro serale, speravo di fare la solita partitella a calcetto in soffitta e - poi più o meno - spaparanzarmi sul divano, ma avevo fatto i conti senza l'oste, come si usa dire... Arrivata in casa, il mio puello mi ha accolto trionfante: "Lo sai dove andiamo oggi? ...se vuoi...? a vedere la partita!". Piccola gita, quindi, al palazzetto dello sport per la gara 1 finale play off tra Marmi Lanza Verona e Mare&Volley Forlì, finita - dopo 111 minuti, 2 pop-corn e 1 Coca - per 3 a 1 (27-25, 25-22, 25-27, 25-20).
Ovviamente le quattro ore di italiano e l'ora di storia di domani mattina verranno abilmente improvvisate (ovvero: ho messo al sveglia alle 5:05, ma so già che non ce la farò mai ad alzarmi...).
PS: questa mattina, alla festa della scuola per la fondatrice, ho convinto con la mia dialettica delle povere bambine che stavamo seguendo una sperimentazione e, quindi, distribuivamo ghiaccioli salati al gusto di: patatine fritte (bianco), zucchine (verde), pomodoro (rosa-rosso), polpette (marrone). Non ancora pieRamente soddisfatta, ho tramandato alle secondine l'idea dell'anno scorso di offrire l'alternativa patatine intere-patatine schiacciate (offerta che ovviamente si concretizza nello schiacciamento della busta dello snack da parte del venditore).
Al grido di battaglia "Provando e riprovando, s'impara", da piccola mi sono lanciata nella piscina dei grandi senza salvagente e sono salita su una bicicletta senza rotelline, a vent'anni ho imparato un po' di HTML da autodidatta e ultimamente ho messo in piedi lo spettacolo teatrale... ma se c'è una cosa che da sempre proprio non mi riesce, sono i dolci: cucinare le torte non m'appassiona e sono rimasta al livello base "brutte ma buone" (uniche eccezioni: la crostata con la marmellata e la torta marmorizzata, o "giorno & notte").
Al posto della gita a Gardaland (cancellata per il maltempo), la nonna Piera, quindi, oggi si troverà con le sue discepoline e proverà a cucinare i biscotti (ma a che passatempi da anziane le sottopongo?!).
Ricetta trovata su Internet, ovviamente, e mai testata:
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• 1 uovo
• 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
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• 1 cucchiaino di lievito in polvere
Sistemare a fontana la farina mescolata con lo cioccolato e il lievito su una spianatoia, versare al centro lo zucchero, il burro, l'uovo e lavorare velocemente gli ingredienti per non scaldare troppo l'impasto. Ricavare dei filoncini e metterli in frigo per mezz'ora. Dopo mezz'ora affettare e sistemare su una placca coperta dalla carta da forno e cuocere a
tutto l’universo cospira affinché si riesca a realizzare il sogno.
(Paolo Coelho, L'alchimista)
Lo spettacolo è andato bene: il clima era ottimo - nervosismo ma non "nervosetti" - e, pur tesi assai, ci siamo pure divertiti (grazie prof per la birra-tattica bevuta al mixer). Peccato per gli amisci che non c'erano e per le Signore, e il Colobo, assenti gravemente ingiustificati...
La vita da regista-scenografo-trovarobe-servo di scena-costumista-professore è, comunque troppo stressante; credo onestamente che "mai più"! Anche se… A giugno, è vero, volevo licenziarmi per non dover sobbarcarmi il lavoro teatrale quest'anno, ma pensare alla prossima occasione è a metà tra l'orrido-che-repelle e il fascino-dell'orrido-che-attrae (della serie: "Però... si potrebbe fare... in terza… sia mai che…"), eh eh eh.
Stanotte, intanto, potrei fare un riposino, dopo la notte in bianco ("E' stanca profe? ...si vede!"), e poi smontare il pullmino e rimettere tutto a posto, fino alla replica del 6 giugno.
Va tutto bene. E' stato bello.

Attendez la nuit pour dire que le jour a été beau.
(proverbio francese)
Una delle mie due discepoline, la signorina M, in questo periodo è particolarmente invasata per Orgoglio e pregiudizio: per ora ha visto il film, devo presto provvedere a fornirle il libro. Comunque, questa nuova monomania mi ha dato modo di rinfrescare l'opera (vista l'anno scorso al cineforum - quello da 1 euro a film, con le vecchiotte che escono i piedi dalle scarpe e li distendono sulle sedie di fronte, e solo film abbondantemente usciti nelle sale e molto fuori circuito, in genere), che fa sempre bene; in particolare, si giuoca alle citazioni :-)
Oggi le ho mandato:
DARCY - Pride may be a fault in someone who has nothing to be proud about.
Come a dire che c'è chi costituzionalmente (di costituzione) può e chi no? ...mmmh...
PS: Le prove dello spettacolo sono ancora molto "prove"... aaaah! Ma stasera sono ugualmente scattati gli inviti agli amici. Un pubblico ci deve pur essere! (comunque, ho promesso di offrire da bere a tutti quelli che ci applaudiranno, uha uha uha...)
Da vera super Santasubito Supereroina, questa domenica - contraddicendo le mie abitudini - mi sveglio abbastanza presto, mi alzo, bevo il caffè ed esco ad un'ora comunque preprandiale per passare da scuola a prendere delle fotografie da preparare per la presentazione di lunedì sera. Mi avvio bel bella verso l'Istituto, vi giungo, ma, quando provo a suonare il campanello, esso non trilla. "Porc'!", mi dico, "non ho neanche il telefono... come faccio adesso?".
Dopo aver insistito educatamente, mi osservo intorno e, pur
vedendo giungere una coppia di vecchietti di ritorno da Messa, mi arrampico agilmente e scavalco il cancello. Quindi entro tranquilla dal portone e suono il campanello interno. Suor G. mi apre e salgo in aula d'informatica a fare i miei lavori.
Passati un paio di minuti, sento suonare al cancello. Mi affaccio, ed ecco due uomini minacciosi che confabulano con la portinaia: "Un ragazzo... si è arrampicato ed è saltato dentro...". Suor G. li liquida ringraziandoli per la sollecitudine e io posso scendere dal mio nascondiglio e chiederle conferma: "Parlavano di me? Mi hanno visto entrare e si sono preoccupati?". Fortunatamente lei ride, piegata in due: "Ah ah, me l'ero immaginato che fossi tu! Ti hanno scambiata per un ragazzo... non gliel'ho mica detto che sei una signorina e una professoressa che lavora qui... ah ah ah!".
...QUANTE AVVENTURE...
Se mi avessero arrestato, però, forse avrei evitato lo spettacolo... mannaggia!
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